CHE COS’È IL PORCELLANATO?

ceramicaIl “grès” è un materiale “vetrificato”, inassorbente con elevate caratteristiche tecniche, che garantiscono una resistenza all’usura nel tempo. Il complesso processo produttivo ad alte temperature, trasforma le pregiate materie prime in piastrelle di grès porcellanato resistenti  al gelo, agli attacchi acidi e caratterizzate da una raffinata eleganza estetica.

Lontani ormai dalla vecchia e triste piastrella, i nuovi pavimenti in grès porcellanato sono frutto di interessanti sperimentazioni che hanno dato esito ad imitazioni simili alle pietre naturali, legni, marmi, talvolta hi-tech.

I pavimenti in grès porcellanato sono molto diffusi in commercio e ne esistono innumerevoli varietà.

La gamma cromatica non ha praticamente limiti e comprende qualsiasi colore di base, con effetti particolari come venature, sfumature, compenetrazioni di colori, etc.

Le soluzioni cromatiche aumentano poi grazie alla possibilità di realizzare con la lappatura superfici diverse per brillantezza.

Il formato è una caratteristica che influenza in modo significativo l’aspetto visivo della superficie piastrellata. Al variare del formato varia anche la densità della trama delle giunzioni (fughe) tra le piastrelle, facendosi più fitte se il formato si riduce e più larghe, meno visibile, se il formato si ingrandisce. Le aziende più rappresentative hanno immesso nel mercato formati sempre più grandi, i più comuni 60×60,90×90,60×120, che consentono un effetto estetico pregevole. L’efficacia del grande formato la potete riscontrare nel posare un formato 60 x 60 su un bagno con una resa armonica molto bella, in quanto con poche piastrelle si completa l’intero pavimento.

A differenza del passato, che si utilizzavano pavimenti diversi a seconda della stanza, oggi la tendenza è di pavimentare tutta casa con un solo pavimento, a volte entrando anche nei bagni.

Come potete constatare nelle nostre presentazioni la tendenza è quella di poter coniugare tutti gli ambienti con una serie soltanto, con effetti estetici pregevoli.

Desidero informarvi che oltre alle proposte evidenziate nel sito, siamo in grado di analizzare esigenze particolari, previo richiesta tramite e mail.

QUALI SONO LE CARATTERISTICHE DEL PORCELLANATO?

SCIVOLOSITÀ

scivolositàIn questa prova un operatore viene collocato su un piano orizzontale rivestito a piastrelle e cosparso d’olio. Tale piano viene inclinato sino a quando l’operatore provvisto di calzature specifiche inizia a scivolare.

La classificazione conseguente è stabilita dall’angolo di inclinazione del piano rivestito nell’istante di scivolamento :

Gruppo di qualificazione angolo di inclinazione definizioni ambiente

  • R 9 da 6° a 10° naturale interno
  • R 10 da 10° a 19° antiscivolo –minimo esterno
  • R 11 da 19° a 28° antiscivolo esterno
  • R 12 da 27° a 35° strutturato esterno

Più il prodotto è strutturato, più si incontrano difficoltà per la pulizia ordinaria.

RESISTENZA AL GELO

freddoUn pavimento, posato all’esterno, deve avere caratteristiche microstrutturali in grado di resistere a sollecitazioni con brusche variazioni di temperature:

l’acqua non riesce a penetrare all’interno di questo materiale e quindi non può venire innescato il meccanismo di gelo.

(La norma dice che, per essere antigelivo deve avere un grado di assorbenza non superiore al 3%).

SUPERFICI

superficiLe soluzioni cromatiche aumentano Superfici poi grazie alla possibilità di realizzare, con la levigatura lucidatura, superfici diverse per brillantezza, levigate, lappate, etc…

  • NATURALE: la piastrella non subisce alcuna variazione dopo la fase di cottura
  • LAPPATO: trattamento che consiste nell’asportare la parte più vetrifica e resistente della piastrella, sia superficiale che laterale (seguito rettifica dei bordi).
  • LEVIGATO: lavorazione che rasa la superficie piana in maniera differente a seconda della granulometria dell’abrasivo utilizzato
  • FIAMMATO: trattamento superficiale riservato ai graniti per conferire al piano segato un aspetto ruvido con il reticolo cristallino in evidenza attraverso l’utilizzo di una fiamma ossidrica.
  • BOCCIARDATO: lavorazione che trasforma le superfici grezze in superfici zigrinate in diversi gradi di finitura presentandosi così molto ruvide, grossolane ma, al tempo stesso, omogenee.

RESISTENTE ALL’ABRASIONE

abrasioneUNI EN ISO 10545-7

La resistenza all’abrasione è la capacità della superficie dello smalto di resistere all’azione di usura provocata dal camminamento o dallo sfregamento di corpi maccanici (carrelli, ecc.). Tale azione d’usura è strettamente collegata all’agente meccanico (suola di gomma, suola di cuoio, ecc.); al materiale d’apporto (acqua, sabbia, fanco, ecc.) e all’intensità di traffico. Secondo la norma, le piastrelle vengono classificate secondo la loro destinazione d’uso in queste classi:

  • PEI I Prodotti destinati ad ambienti sottoposti a traffico leggero e senza sporco abrasivo; es. bagni, camere da letto
  • PEI II Prodotti destinati ad ambienti sottoposti a traffico medio e ad azione abrasiva medio-bassa; es. studi, soggiorni
  • PEI III Prodotti destinati ad ambienti sottoposti a traffico medio forte con azione abrasiva media; es. ingressi, cucine di case private
  • PEI IV Prodotti destinati ad ambienti sottoposti a traffico intenso; es. ristoranti, uffici, negozi, uffici pubblici (ad esclusione dei pavimenti sottostanti casse e banchi di pubblici esercizi e passaggi ristretti obbligati)
  • PEI V Prodotti destinati ad ambienti sottoposti a traffico particolarmente intenso.

PULIZIA E MANUTENZIONE DEL PORCELLANATO

Si possono distinguere tre differenti tipi di pulizia:

  1. Pulizia per la rimozione dei residui di posa dopo la messa in opera delle piastrelle;
  2. Pulizia quotidiana;
  3. Pulizia localizzata per macchie ostinate o specifiche.

PULIZIA PER LA RIMOZIONE DEI RESIDUI DI POSA

pulizia-pavimenti_O2Normalmente a fine posa rimangono tracce dello stucco usato per le fughe sotto forma di aloni e residui più o meno visibili (ma sempre presenti). In funzione delle esigenze di ogni caso specifico,
vengono utilizzati stucchi anche molto differenti tra loro per tipologia, aspetto e composizione; pertanto anche la natura dei prodotti da utilizzare per la rimozione dei residui varia secondo la tipologia degli stucchi stessi.

Si consiglia quindi di consultare attentamente le schede tecniche degli stucchi, (spesso reperibili anche on-line), in quanto normalmente contengono informazioni utili per i casi specifici; in generale per la pulizia profonda
di stucchi residui di tipo cementizio sono indicati i seguenti prodotti:

  • BONACLEAN dellaBonasystems (www.bonasystemitalia,it)
  • DETERDEK della Fila (www.filachim.com)
  • KERANET della Mapei (www.mapei.it)
  • DELATAPUS della Kerakoll (www.kerakoll.com)
  • CEMENT REMOVER della Faber (www.faberchimica.com)

In ogni caso è importante attenersi alle indicazioni dei produttori  per quanto riguarda le modalità d’uso, con particolare riferimento alle indicazioni di diluizione, ai tempi di azione, alla protezione delle fughe ed al risciacquo finale.
E’ opportuno effettuare un test preliminare su una piccola porzione del materiale posato, possibilmente su zone non esposte a particolare evidenza.

Prodotti in ogni caso da sconsigliare sono quelli che contengono Acido Fluridrico HF, che come noto può danneggiare qualsiasi tipo di piastrella.

PULIZIA QUOTIDIANA

pulirePer la pulizia quotidiana si possono utilizzare i normali detergenti e sgrassatori domestici facilmente reperibili sul mercato.

E’ preferibile utilizzarli diluiti in acqua calda e sempre secondo le indicazioni dei produttori.

Sono consigliabili:

  • CIG SGRASSATORE LIQUIDO della Uniliver Italia
  •  AJAX CLASSICO della Colgate-Palmolive
  • MASTRO LINDO della Procter&Gamble
  • SMAC TOT VERDE della Boltom Home Care

E’ utile ricordare che per l’efficacia della pulizia, l’azione meccanica dello strumento di applicazione è spesso importante al pari delle proprietà dei detergenti utilizzati: ad esempio in molti casi una spugna può essere ben più efficace di uno strofinaccio.

Infine è da sconsigliare l’utilizzo di prodotti impregnanti, cerosi ed oleosi, spesso indicati per materiali tipo cotto o materiali lapidi naturali. Tali prodotti impregnanti posso creare patine che alterano il grado di lucentezza originale delle piastrelle.

Può accadere che queste patine, di solito lucide, vengano rimosse non uniformemente da prodotti di uso comune, come i detergenti usati per la pulizia quotidiana o da sostanze come la cola, il vino, il limone, causando un effetto finale non uniforme di zone “a macchia” o di alternanza di aloni lucidi ed opachi sui pavimenti e sui rivestimenti finiti.

PULIZIA LOCALIZZATA PER MACCHIE OSTINATE O SPECIFICHE

macchiaAnche in questo caso ha grande importanza l’azione meccanica dello strumento da utilizzare per la pulizia; infatti spesso l’azione combinata di una buona spugna – anche leggermente abrasiva (tipo Scotch-Brite per piatti e superfici) e di un detergente cremoso e viscoso, risolve il problema di pulizia delle macchie ostinate, facilitando l’asportazione meccanica dei residui di sporco.

Solo in seguito alla mancanza di efficacia di questa operazione è consigliabile l’utilizzo di agenti specifici, scegliendo a seconda del singolo tipo di macchia.

Come noto infatti, può essere indicato un prodotto solvente o un prodotto acido, oppure un prodotto alcalino.

A questo proposito si può fare riferimento alla tabella seguente a titolo di guida generale:

SOLUZIONI E CONSIGLI PER LA POSA

IL POSATORE

posatoreLa scelta del posatore è importante, in quanto ci sono molti professionisti del settore, ma anche improvvisati che asseriscono la loro professionalità, ma non utilizzano tecniche moderne in funzione delle nuove tipologie di materiali. (spesso la loro incapacità viene mascherata, imputando ai materiali il problema del non corretto montaggio).

E’ consigliabile controllare il lavoro del posatore, poiché nel caso in cui venisse posato in maniera non corretta, l’unica soluzione sarà demolirlo.

POSA DEL PAVIMENTO

Per posare il pavimento a regola d’arte è necessario partire dal massetto, il sottofondo deve essere stabile, asciutto, non gelato e non eccessivamente caldo; comunque è necessario seguire le istruzioni dei produttori dei materiali per sottofondi e collanti specifici utilizzati. Gli adesivi cementizi devono essere applicati a temperatura ambiente ed in genere compresa tra +5°C e 30/35°C. Resta inteso che anche per la posa si consiglia di rispettare i tempi tecnici indicati dai produttori dei collanti utilizzati.

posatoreLa posa può essere realizzata sia a spolvero di cemento, sia a colla, con l’utilizzo di collanti specifici ad elevate prestazioni per grès porcellanato.

Si consiglia la posa a colla in quanto offre maggiori garanzie di tenuta, specialmente su grandi formati (maggiori di 45×45).

Durante la posa è necessario non segnare il materiale sulla superficie di utilizzo con matite (grafite) o pennarelli indelebili, in particolar modo per prodotti lappati e levigati.

POSA ALL’ESTERNO

Si devono utilizzare sia collanti che materiali per le fughe idonei alla posa all’esterno, quindi idrorepellenti. La fuga non deve essere inferiore ai 4 mm.

POSA DEI RIVESTIMENTI

fugaQuando scegliamo un pavimento e un rivestimento di diverso formato è normale che non riusciamo a far congiungere le fughe. Ma anche quando posiamo un formato 30 x 60 da pavimento e rivestimento riusciremo a farle combaciare su due pareti mentre per le altre due non sarà possibile.

E’ consigliabile, nel momento in cui posiamo un formato quadrato a pavimento ed uno rettangolare a rivestimento, scegliere un montaggio in diagonale per non dare un senso alle fughe.

CHE COSA SIGNIFICA PIASTRELLA RETTIFICATA?

La rettifica è la procedura, eseguita con macchine da taglio, che permette di ottenere una piastrella di ceramica con bordi perfettamente squadrati e monocalibro. Di conseguenza è possibile effettuare la posa delle piastrelle a giunto minimo, con fughe quasi impercettibili.

E’ opportuno precisare che anche i pavimenti rettificati devono essere posati rispettando una fuga di almeno 2 mm. Questo requisito permette di assorbire le deformazioni e i movimenti strutturali dell’intero sistema, oltre alla registrazione dimensionale delle piastrelle.

CHE COS’È CALIBRO DI UNA PIASTRELLA?

rettificaIl calibro è lo scostamento dimensionale della piastrella di ceramica da un valore nominale. Nella produzione industriale delle piastrelle è impossibile ottenere prodotti di identiche dimensioni. In fase di scelta quindi le piastrelle sono raggruppate in lotti di dimensioni simili, nel rispetto delle tolleranze stabilite dalle norme, che si discostano al peggio di qualche mm. Così come per il tono, anche il calibro è indicato sulla confezione attraverso un numero.

CHE COS’È LA SCELTA?

La scelta è la classificazione delle piastrelle di ceramica, nel rispetto delle normative, in base ai difetti. La piastrella infatti può essere di Prima Scelta cioè senza difetti, Seconda o Terza Scelta se i difetti sono più o meno evidenti.

COS’È IL TONO DELLE PIASTRELLE?

coloreIl tono è la variazione cromatica che può avere una produzione di piastrelle dal campione di riferimento. Nella produzione industriale è quasi impossibile ottenere prodotti ceramici di identica tonalità cromatica. Questo viene indicato nelle confezioni con  una lettera ed un numero. Esempio (Tono B50.)

La considerazione che abbiamo nei vostri confronti mi porta a sottolineare comportamenti che vi possono consentire di non incorrere in problemi nell’evoluzione della progettazione e gestione dell’ordine.

Quando vengono posati formati differenti, dello stesso colore, la tonalità non potrà mai essere uguale in quanto, essendo di diverse produzioni è tecnicamente impossibile.

E’ possibile solo quando da una singola partita di un formato grande,(es.60 x 60) vengono ricavati con il taglio formati modulari. (es..30 x 30 -30 x 60 – 15 x 15)

Il tono dei campioni che andrete a richiedere sono indicativi in quanto ogni produzione ha tonalità diverse contraddistinte da una sigla.

Quando si acquistano pavimenti volutamente stonalizzati (V3, V4), per ottenere il miglior risultato estetico è opportuno far posare il materiale attingendo i pezzi da più scatole, in modo da ottenere una migliore miscelazione.

Per posare prodotti venati, come per le pietre naturali, si raccomanda di disporre la venatura delle lastre in modo da ottenere il miglior effetto estetico e cromatico, distribuendo in modo armonioso le diverse nuance di colore che si evidenziano.

QUALI ADESIVI UTILIZZARE PER LA POSA DI PAVIMENTI E RIVESTIMENTI?

Adhesive mortarL’utilizzo di un collante idoneo è di fondamentale importanza per la posa. Si raccomanda di seguire le direttive dei  produttori di collanti per piastrelle. Generalmente , il collante adeguato si individua considerando le seguenti varianti: grandezza della piastrella,  tipo di piastrella (gres porcellanato o bicottura) destinazione d’uso (esterno/interno).

QUALI STUCCHI UTILIZZARE PER LA FUGA RELATIVA ALLA POSA DI PAVIMENTI E RIVESTIMENTI?

stucco_mapeiE’ importante utilizzare uno stucco appropriato in funzione principalmente della destinazione d’uso.

Gli stucchi per la fuga non devono messere troppo chiari, in quanto belli da vedere ma si sporcano facilmente, compromettendo l’aspetto estetico.

Per una maggiore valenza estetica, suggeriamo l’utilizzo di stucchi in cadenza di colore con la piastrella onde ridurre il contrasto.

QUANTE PIASTRELLE DOVREI COMPRARE?

scatolaPrima di procedere all’acquisto di piastrelle và calcolata nei dettagli la superficie da rivestire, tenendo conto  dello schema di posa, che sia di un  pavimento o che sia rivestimento, il quantitativo dovrà essere ordinato considerando uno sfrido pari al 10-15% circa superiore al materiale necessario a piastrellare l’intera area. Questo è dovuto al fatto che fino al 5% del materiale, anche di prima scelta, può presentare alcuni difetti, bisogna tenere alcune piastrelle per eventuali lavorazioni future, e occorre considerare degli scarti per effettuare dei tagli della piastrella la dove servisse.